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A cosa mirano le società quando organizzano gli eventi aziendali?

Sono tante le aziende che scelgono dicembre come mese ideale per eventi aziendali: ecco i motivi della scelta e perché questo è il periodo migliore.

Capacità di creare gruppo e spirito di collaborazione

Dicembre è da sempre il mese più atteso da gran parte delle persone per via dell’arrivo del Natale. Si tratta di una festa che fa nascere emozioni positive che permettono così di rendere meglio anche sul lavoro. E proprio questa è la spiegazione del motivo per cui molte aziende optano per dicembre come mese per eventi di vario tipo.
D’altronde proprio in questa fase dell’anno si va maggiormente incontro ad uno spirito di condivisione e soprattutto di collaborazione tra colleghi. Vengono messe da parte eventuali discussioni o situazioni precedenti e ci si ripromette di iniziare al meglio il nuovo anno. Si capisce perciò che un evento aziendale a Roma di questo tipo nel mese di dicembre può anche segnare un vero e proprio solco rispetto al passato. Creare gruppo grazie ad una cena aziendale o un meeting di dicembre è il modo giusto per farlo.

Cosa non può mancare ad una location per eventi aziendali

Indubbiamente bisogna considerare che una location per eventi aziendali deve avere delle caratteristiche molto importanti. Innanzitutto è bene scegliere strutture che siano capienti e che possano accogliere tutti gli invitati: mai fare brutte figure optando per ambienti troppo stretti o che possano risultare poco comodi. Inoltre è bene ricordare che una location per un evento aziendale deve essere su misura in base a quello che si vuole organizzare.
Motivo per cui, ad esempio, chi opta per una cena farebbe bene a scegliere strutture con catering o con servizi di ristorazione di primo livello. Così come ci sono anche strutture adatte per un semplice aperitivo oppure per una degustazione: il tutto considerando che si tratta di una serie di caratteristiche fondamentali per un evento aziendale di primo livello.
A Roma le strutture non mancano di certo e si può avere un’ampia scelta per quanto concerne gli eventi aziendali da organizzare durante il mese di dicembre.
Muoversi per tempo è sempre consigliabile per evitare brutte sorprese.

Come scegliere uno smartwatch

Quando si è intenzionati ad acquistare uno smartwatch è fondamentale dare uno sguardo alle diverse proposte che il mercato mette a disposizione, differenti anche in base alle fasce di prezzo: dagli smartwatch più economici a quelli di design, passando per i modelli destinati agli sportivi, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Ma quali sono i parametri che è opportuno valutare per essere certi di compiere una scelta oculata? Prima di tutto è bene pensare alle dimensioni, dal momento che gli smartwatch possono essere più o meno grandi e avere diversi formati.

Ci sono, per esempio, i modelli dotati di quadrante circolare, il cui aspetto non è molto diverso da quello degli orologi tradizionali: l’eleganza è il loro punto di forza, ma c’è da tener presente che lo spazio disponibile sullo schermo è minore rispetto alle soluzioni che sono dotate di un display quadrato. Questi ultimi, di conseguenza, pur essendo contraddistinti da un aspetto estetico meno attraente si rivelano più pratici. Anche la tecnologia deve essere oggetto di analisi e di considerazioni approfondite: in genere il miglior smartwatch è quello che è dotato di uno schermo OLED, tecnologia che caratterizza tutti i modelli di fascia alta e che ha il pregio di assicurare dei neri molto profondi, oltre a garantire un rapporto di contrasto più che buono. Nel caso degli schermi LCD, invece, si ha a che fare con neri meno profondi, anche se se ne può apprezzare una miglior resa sotto la luce dei raggi del sole.

Da non sottovalutare, inoltre, i display e-Paper, i quali – come il loro nome lascia intuire – si basano su una tecnologia che è paragonabile a quella dei reader per e-book e che hanno il merito di offrire il massimo della visibilità anche con la luce del sole diretta. In più, queste soluzioni offrono un’autonomia nettamente maggiore di quella dei modelli con schermi OLED o LCD. Il problema è che è abbastanza difficile, oggi come oggi, trovare degli smartwatch e-Paper in commercio.

Infine, una delle funzioni più importanti che è bene ricercare è quella denominata Always On, grazie alla quale il display resta sempre acceso mostrando l’orario ma in modalità basso consumo, e cioè evitando di prosciugare nel giro di breve tempo la batteria. In alcuni modelli, comunque, il display si accende unicamente nel momento in cui il braccio viene portato verso gli occhi, oppure quando si tocca il quadrante con un dito. Insomma, tante proposte per un acquisto davvero interessante. 

Locomotive in scala H0: funzionamento, pulizia e rodaggio

Quanti tipi di locomotive?

Il modellismo ferroviario è una passione che consente di riportare in casa porzioni della storia del trasporto su rotaia con ricostruzioni fedelissime di locomotive, vagoni, rotaie, stazioni e molto altro.

Tra i vari rapporti di riduzione, quello che più di altri ha avuto una grande diffusione è senza ombra di dubbio la scala H0. Il rapporto 1:87 consente di raggiungere un buon compromesso tra attenzione ai dettagli e dimensione dei pezzi (e quindi superficie occupata).

Si trovano in commercio due tipologie principali di locomotive: quelle a vapore e quelle elettriche (ovviamente nella ricostruzione modellistica l’alimentazione è elettrica anche nel primo caso!)

Quelle a vapore a loro volta si suddividono a seconda se il vagone speciale per il carbone (che prende il nome di tender) è incorporato o separato dalla motrice.

Le locomotive elettriche infine possono essere locomotori – la loro funzione esclusiva è quella di trainare i vagoni – o elettromotrici – che oltre ad ospitare il motore, hanno una parte riservata ai passeggeri.

Ovviamente esistono poi altre decine o centinaia di differenziazioni tra un modellino e l’altro: particolari, colori, fanali speciali e innumerevoli altri dettagli arricchiscono la disponibilità delle locomotive.

L’interno di una locomotiva

Nonostante le differenze succitate, i modellini hanno un funzionamento molto simile tra loro. Si prenda come riferimento l’alimentazione a corrente continua (CC), impiegata da tutti i costruttori in scala H0, ad eccezione di Märklin.

Nei pezzi prodotti tra gli anni Settanta e i Novanta, l’alimentazione elettrica è molto semplice: i fili elettrici, che ricevono la tensione per il tramite dei binari, portano la corrente dal “carrello folle” a quello “motore”, a presa diretta con cascata di ingranaggi. Nella parte centrale a volte è possibile che trovi collocazione una zavorra.

Negli ultimi due decenni sono invece stati commercializzati dei modelli con uno schema di funzionamento leggermente più complesso e comunque più efficace: i fili portano la corrente al motore e un piccolo circuito integrato ha la funzione di gestire le luci di testata. Il motore è situato nel corpo centrale: due giunti cardanici agli estremi mettono in movimento ogni carrello motore e fanno girare tutte le ruote.

In alcuni modellini, per aumentare la forza di trazione e poter quindi collegare un maggior numero di vagoni alla locomotiva, possono essere utilizzati dai costruttori degli escamotage: in un caso, degli anelli di gomma vengono inseriti su alcune ruote motrici; in un altro, della zavorra va ad aumentare il peso complessivo della locomotiva.

La manutenzione di una locomotiva

I meccanismi che consentono alle locomotive in scala H0 di muoversi e di trainare i vagoni sono delicati e sottoposti all’azione del tempo e della polvere. Per limitarne l’usura nel corso degli anni e mantenerne alta l’efficienza, all’hobbista è consigliato di lubrificare periodicamente gli ingranaggi di trasmissione.

Esistono degli olii lubrificanti specifici (come il Fleischmann 6599, il Faller 488 o ancora il Roco 10406). È sufficiente far scendere una goccia con l’aiuto di uno spillo sui perni degli ingranaggi o sui perni motore.

Un altro elemento la cui pulizia e manutenzione sono essenziali al corretto scorrere del treno è rappresentato dalle ruote: il loro ruolo è doppiamente fondamentale, dato che fungono anche da presa di corrente.

In questo caso si può utilizzare una gomma abrasiva (Fleischmann 6595; Hornby R8087, Piko 55281 o Roco 10002), per pulire sia le ruote, sia i binari. Dopo aver passato la gomma, sarà necessario eliminare le polveri e i residui di gomma per evitare che finiscano tra gli ingranaggi.

A volte può accadere che nonostante la pulizia delle ruote e la lubrificazione degli ingranaggi, la locomotiva tenda ad andare male, vada a tratti o non vada del tutto. Questo malfunzionamento potrebbe essere causato dalle spazzole di presa di corrente, che andranno dunque sostituite. Altri tipi di riparazione o revisione dovrebbero essere trattati da un rivenditore specializzato.

Il rodaggio del nuovo e la rimessa su rotaia del vecchio

Un ultimo consiglio per utilizzare al meglio i modellini in scala H0 è quello di effettuare il rodaggio di ogni locomotiva appena acquistata, prima di collegarla ai vagoni.

Su un binario ad anello, la locomotiva va fatta girare alla massima tensione per 30 minuti in un senso e 30 minuti nell’altro senso. La medesima operazione andrà poi effettuata a media tensione.

In caso invece si abbia a che fare con locomotive ferme da diversi mesi, si inizierà con una lubrificazione degli ingranaggi e dei perni motore; si proseguirà con il rodaggio, inizialmente a media tensione per arrivare poi alla massima tensione.

Gli occhiali per una visione potenziata dei colori

Il nostro cervello percepisce i colori attraverso i segnali nervosi inviati dai recettori della retina, che a loro volta assorbono le radiazioni elettromagnetiche in quello che viene definito come spettro visibile.

Il tutto funziona in modo straordinario e ci permette di riconoscere i vari colori con una grande efficienza, ma con dei limiti nel distinguere tonalità molto vicine tra loro, un fenomeno chiamato metamerismo, vale a dire l’impossibilità di distinguere due tonalità molto simili.

Insomma, i colori li vediamo bene, ma le piccole differenze di tonalità possono passare inosservate.

Gli occhiali per una supervista

Un gruppo di ricerca americano della Wisconsin-Madison University ha realizzato delle lenti che permettono di oltrepassare i limiti delle nostre capacità visive e consentono di riconoscere anche delle piccolissime variazioni di tonalità nei diversi colori. Differenze che altrimenti non sarebbero percepibili all’occhio umano.

La visione tricromatica

Per capire bene cosa hanno realizzato gli scienziati della Wisconsin-Madison University è necessario spiegare, brevemente, cos’è la visione tricromatica. Fondamentalmente il nostro occhio percepisce tre colori: il rosso, il verde e il blu.

Combinandoli tra loro, in un processo chiamato sintesi additiva dei colori, il nostro cervello riesce a riconoscere le varie tonalità. Il sistema ottiene ottimi risultati, ma i colori che riusciamo a distinguere sono solo una piccola parte di quelli reali, a differenza di quanto riescono a fare tanti animali dotati di visione tetracromatica.

In questo caso infatti i colori di base sono 10, non 3 come nel nostro caso, permettendo di riconoscere un numero di colori molto maggiore di quanto possibile agli esseri umani. È interessante notare che la visione tetracromatica, secondo numerosi studi, è presente anche tra gli esseri umani, addirittura in una percentuale del 25%. Insomma, alcuni tra di noi percepiscono i colori con dei dettagli impossibili agli altri.

I filtri per vedere meglio il blu

Gli scienziati della Wisconsin-Madison University si sono quindi proposti l’obiettivo di creare delle lenti capaci di indurre la visione tetracromatica anche a tutti gli esseri umani. Il risultato di questo progetto è la realizzazione di 2 diversi filtri, capaci di potenziare la nostra percezione del blu, applicati alle 2 lenti degli occhiali speciali.

Il test

Il passo successivo è stato quello di sottoporre un gruppo di persone ad un test, prima senza gli occhiali speciali e dopo indossandoli.

Sono state proiettate delle immagini con colori metamerici, quindi con differenze impercettibili per il nostro occhio, sullo schermo di un pc. Il risultato del test è stato un completo successo. Senza gli occhiali con i due filtri realizzati dal team della Wisconsin-Madison University nessuno era riuscito a distinguere le differenze dei colori metamerici, mentre indossando gli occhiali tutte le diverse tonalità sono diventate facilmente distinguibili.

Le applicazioni pratiche

L’innovazione porta sempre con sé delle conseguenze nella vita di tutti quanti noi. Quello che prima sembrava impossibile diventa immediatamente realizzabile.

Le implicazioni pratiche di lenti che permettono di potenziare la capacità dell’essere umano di distinguere colori come normalmente non gli è possibile, sono veramente tante.

Giusto per fare un esempio: indossando gli occhiali inventati dal team americano sarà possibile distinguere al volo banconote contraffatte. In questo caso, infatti, i colori delle banconote non sono mai esattamente uguali all’originale, ma i limiti della nostra capacità visiva non ci permettono di individuarne le differenze.

Fonte: fast adsl